Penso che certe persone, nella nostra vita, non le abbiamo incontrate per caso.
Penso che spesso, non sempre (lo riconosco), ci sia un motivo, e che, alucne di loro, abbiano concorso (che brutto sto termine, ma non trovo sinonimi migliori) a farci “crescere”. A farci conoscere meglio.
Perchè non ricordo quale filosofo fosse, ma sosteneva che il mondo non esiste se non in relazione alla nostra percezione di questo. E in parte è così.
Certe persone sono entate nella nostra vita, l’hanno scombussolata e creato situazioni che in noi hanno provocato qualcosa… e, ci siamo scoperti diversi:
più forti, deboli, cinici, romantici, sensibili, menefreghisti, duri, arguti, cattivi, buoni, stupidi […] di quanto credevamo.
Si scoprono aspetti di noi che prima non conoscevamo, e ci sorprendiamo.
A me succede spesso che le persone mi entrino dentro e mi rimangano, lasciando un segno dentro, a volte anche impercettibile, chi nel bene, chi nel male. Ma il male, una volta passata la sofferenza, ha anche una valenza positiva.
E delle persone sono state anche fonte d’ispirazione, posso considerarle come “muse ispiratrici” e questo è bello.
[postilla, il filosofo in questione è Schopenhauer]












